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Sono seduta al mio banco, tranquila
Vedo un tipo che si avvicina
L'ho sognato e sperato per così tanto tempo
Che ora sta accadendo e non mi sembra vero
Ha un savoir faire da gallerista d'arte
Mi bracca, e io, ed io che sogno in grande
E Dio, e Dio ha fatto la sua parte
Se anch'io posso piacere ad un tipo più grande
E poi mi spinge via
Sono paralizzata, una fotografia
Dove però non rido e fredda come una statua
Mi punta il dito contro, e poi urla "torna da dove sei arrivata"
Papà l'aveva detto
Fanno di tutto per ricordarti che sei diverso
Eravamo solo bambini
Però hai sparato lo stesso
Ti sento farti vicino
Sono certa che è da un po' di tempo ormai
Che sono nel tuo mirino
Ti sento farti vicino
Sono certa che è da un po' di tempo ormai
La preda nel tuo mirino
Passano i mesi e poi gli anni
Siamo cresciuti, ci siamo fatti più grandi
In fondo al bus, sola tra gli altri ma
Ho la musica dentro che parla all'anima
Ho le cuffie addosso sono nel mio mondo
Alzo un po' la testa e lo vedo lì in fondo
Che studia la sua preda, fermo e pronto
In meno di un secondo, me lo trovo addosso
Zip abbassata ed il suo cazzo in mano
Ricordo ancora gli occhi, la gente di lato
Sarei dovuta scappare, gridare ma
(Che cazzo fai, ma che cazzo fai? ma levati dal cazzo)
Ma non ho fatto un cazzo
Non ho detto un cazzo
E ciò che avevo dentro
Mi è marcito addosso
Lo sento ancora adesso
Tutti guardavano
Hanno sparato lo stesso
Ti sento farti vicino
Sono certa che è da un po' di tempo ormai
Che sono nel tuo mirino
Ti sento farti vicino
Sono certa che è da un po' di tempo ormai
La preda nel tuo mirino
Per ogni volta che qualcuno mi ha uccisa
Ero già pronta ad ammazzarmi da sola
Per ogni pistola o mano alla gola
Sembrava che la mano fosse la mia
Per ogni giorno in cui mi sento stanca
E mi sento la sola invitata alla mia festa
Per ogni voce che ho dentro la testa
Che mi ripete che è una guerra persa
Non sono sempre gli altri che sparano
Le voci nella testa dicono che non sono abbastanza
Che sono niente, mi giudicano
Mi offuscano la vista e non mi fanno godere delle cose belle
Ma nascono da me e per farle tacere
La pistola devo puntarla contro me stessa
Cerco la forza per prendere la mira
Zittirle per poter fiorire, evolvere
Non è facile, non lo è mai stato
Però alla fine vinco io e sparo lo stesso