Mi sveglio la notte
A forza di botte
Tra il grigio sgualcito
Del mio quartiere
Un pantano armato
Di improvvisazione
Per un po' di acqua e un po' di pane
Il giorno è andato a male
Nessuno ce lo disse
Il giorno della rivoluzione
Nessuno ce lo chiese
Il giorno della rassegnazione
Ci si convinceva
Che era per noi
Che si bruciavano
Spiagge, discoteche e chiese
E Isabella di Morra
Dorme sul suo altare
Di fiori secchi e specchi
Crepati come i nostri figli
Non ci facciamo più compagnia
A bocca asciutta ci tocchiamo
Ad occhi aperti ci baciamo
E c'era una volta un amore
Che cacciava i fantasmi
Di questo quartiere
C'era una volta un odore di passione
Le note di testa fondo e cuore
Impastate al sudore
Mia madre ripeteva che
Un giorno sarei fuggito da qui
Con il mio treno colorato
Mia madre sperava
Ma ancora oggi Isabella
Si sveglia per piangere
La mia resa è giunta
Anticipata
Da allora non concedo più
Lacrime
Alla mia anima arrangiatasi
Apatica
In un mondo perpetuo
Di sole ombre
Senza dolore
Senza disperazione
Il vuoto incontrastato
E dominatore
Non ha più senso
Ricordare
Ricordare
Ricordare