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I Giardini di Maggio, o erano di Marzo
Cazzo dicevo io che faceva troppo caldo
Racconto di un amore tragicomico
Rinfrescato con gli amici aumentando il tasso alcoolico
La mano di un pittore burlone
Ha dipinto I dolci tratti della situazione
Ma in quella cornice di fiori armonizzati
Ci stava una Venere coi colori sbagliati
Visione estasi, persa la testa
La mente viaggia, il cuore si arresta
All'improvviso mi dicono, ero sparito
Attratto dall'odore del. meglio non fare la rima
Mi disse che veniva spesso in questo locale
Pensai quindi ci devo ritornare
Stringer quella mano delicata fu un onore
Ma nonostante ciò, mi dimenticai il suo nome
Chissà adesso dove sta la mia Venere sbagliata
La devo ritrovare, devo fa sta Mandrakata
Ma non ricordo il nome a chi farò la serenata
Lei è volata via, e non è più tornata
E quindi da allora, è partita la trafila
Sempre qui per incontrarti con la scusa d'una Tequila
Adesso come Vasco, fegato spappolato
Il bar si arricchisce, io divento alcoolizzato
L'amore è completarsi (a vicenda) te lo dimostrerò
Hai una folta capigliatura, io capelli non ne ho
E sono sicuro che se ci rifletti
Se sei pure benestante, allora siamo perfetti
Amici e sconosciuti fanno il tifo per me
Devi essere mia, presto detto il perché
Deluderesti troppe persone, non soltanto me
Ho gia convinto tutti. tranne te
Metterei la testa a posto, ti farei vedere
Sarei disposto addirittura ad esserti fedele
Rido, povera come me la mia canzone
Non posso neanche darle per titolo il tuo nome
Chissà adesso dove sta la mia Venere sbagliata
La devo ritrovare, devo fa sta Mandrakata
Ma non ricordo il nome a chi farò la serenata
Lei è volata via, e non è più tornata
Io non ti trovo più, vorrei urlare al mondo
Chiamando il tuo nome. ma non me lo ricordo
Paradossalmente questa canzone sai
Spero tu sia l'unica al mondo a non ascoltarla mai
Perderei punti invece di conquistarli
Mi diresti Ermac, ma di che cazzo parli
Certe cose belle meglio tenerle segrete
Come un gol in rovesciata con cui hai fatto l'autorete
Croce e delizia, destino beffardo
Che ad un passo dalla gloria incespica al traguardo
Mi porta ancora al bar dove t'ho incontrata
Qui tutto solo, brindo alla Mandrakata
Ovunque adesso tu sia, io vorrei esserci
Quel giorno ti salutai, sperai in un arrivederci
Fissa nella mente come mantra resti tu
Brutto quadro, la venere sbagliata non è tornata piu