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Sencillo / Pista
Si può, si può
Signore, signori
Scusatemi se da sol mi presento
Io sono il prologo
Poiché in scena ancor
Le antiche maschere mette l'autore
In parte ei vuol riprendere
Le vecchie usanze, e a voi di nuovo inviami
Ma non per dirvi come pria
Le lagrime che noi versiam son false
Degli spasimi e dei nostri martir non allarmatevi
No, no, l'autore ha cercato invece
Pingervi uno squarcio di vita
Egli ha per massima sol che l'artista è un uom
E che per gli uomini scrivere ei deve
E dal vero ispiravasi
Un nido di memorie
In fondo all'anima cantava un giorno
Ed ei con vere lagrime scrisse
E i singhiozzi il tempo gli battevano
Dunque vedrete amar siccome s'aman gli esser pari
Vedrete dell'odio i tristi frutti
Del dolor gli spasimi
Or di rabbia avrete per risa cime
E voi piuttosto che le nostre povere cappare di strioni
Le nostr' anime considerate
Poi che siam uomi di carne ed ossa
E che di quest' orfano mondo al pari di voi speriamo lavere
Il concetto vi dissi, ora ascoltate com'egli è svolto
Andiam, incominciate