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Sencillo / Pista
Alfin siam liberati, Zerlinetta gentil
Da quel scioccone. Che ne dite, mio ben?
So far pulito?
Signore, mio marito!
Chi? Colui? Vi par che un onest'uomo
Un nobil cavalier, qual io mi vanto
Possa soffrir che quel visetto d'oro
Quel viso inzuccherato
Da un bifolcaccio vil sia strapazzato?
Ma, signore
Io gli diedi parola di sposarlo
Tal parola non vale un vero
Voi non siete fatta per esser paesana
Un'altra sorte vi procuran
Quegli occhi bricconcelli
Quei labbretti sibelli
Quelle ditucce candide e odorose
Parmi toccar giuncata e fiutar rose
Ah! Non vorrei
Che non vorreste?
All'infinito ingannata restar
Io so che raro con le donne voi altri cavalieri
Siete onesti e sinceri
È un'impostura della gente plebea
La nobiltà ha dipinta negli occhi l'onestà
Orsù non perdiam tempo
In quest'istante io ti voglio sposar
Voi?
Certo io!
Quel casinetto è mio
Soli saremo
E la gioiella mia
Ci sposeremo